
La rotta Livorno Olbia stà divenendo sempre più appetibile alle compagnie nazionali di navigazione sopratutto per il trasporto di rotabili di grandi dimensione (autoarticolati, bilici e camions vari). Alcuni armatori hanno in programma l’incremento delle corse settimanali. Grimaldi, ad esempio, ha calendarizzato linee giornaliere per l’isola sarda già a partire da questo mese, mettendo in navigazione navi di tutto confort e praticando tariffe vantaggiose rispetto a Moby Lines, Tirrenia e Sardinia Ferries. Quest’ultime tuttavia per far fronte alla concorrenza messa in atto dalla compagnia napoletana si stanno organizzando in fretta e furia per aumentare anche loro la periodicità delle corse settimanali.
Ma il nodo da sciogliere per quanto li riguarda è l’accosto a banchina, determinante per navi ro-ro, alle quali deve essere dedicato esclusivamente un accosto. D’altra parte queste tipologia di navi devono rispettare degli orari di arrivo e partenza, per cui quando giungono in porto necessitano di un approdo senza attese. Inoltre è indispensabile che il molo di attracco sia disposto con accosto poppiero in modo da consentire l’abbassamento a banchina del portellone di poppa che permetta ai rotabili di sbarcare ed imbarcare rapidamente senza l’utilizzo di mezzi di sollevamento.
Oltretutto l’accosto deve essere correlato di una vicina area (abbastanza vasta) per consentire il parcheggio temporaneo dei mezzi di imbarco e sbarco che quasi in contemporanea vengono caricati e scaricati a bordo nave, così da ottimizzare i tempi delle operazioni portuali.
E’ qui che sopratutto per gli uffici tecnici dell’autorità portuale si incontrano difficoltà strutturali e di programmazione. I luoghi attualmente a disposizione per operazioni di questa tipologia sono quattro: la radice della sponda est della Darsena Toscana dove attracca Grimaldi; le banchine del varco Galvani dove opera Moby lines; la calata Carrara dove accosta Tirrenia, ma con navi che non superano certe dimensioni in considerazione degli spazi limitati sia a banchina sia per quanto riguarda i piazzali di sosta rotabili; e la calata Sgarallino dove prevalentemente attracca Sardinia Ferries.
L’aumento a tre corse settimanali a sei oltretutto comporta per molte compagnie, problematiche non indifferenti dal punto di vista della disponibilità degli accosti, che in alcuni casi sono condivisi a giorni alterni con altri traffici già da tempo consolidati nello scalo labronico.
Una bella patata bollente in mano all’autorità portuale che secondo alcuni armatori dovrà mettere in condizioni le compagnie di navigazione presenti a Livorno di operare in condizioni paritarie sia dal punto di vista degli accosti che degli spazi. Gli uomini di Gallanti sono al lavoro per cercare di risolvere questa situazione di difficile soluzione, non sarà facile per Provinciali e company riuscire a mettere insieme i giusti tasselli per far quadrare il modus operandi nel porto labronico.
E pensare che l’intenzione del presidente dell’autority livornese Giuliano Gallanti era di realizzare un polo unico per gli accosti e la gestione delle navi ro-ro, progetto ad oggi ma anche in un prossimo futuro insostenibile, visto che i quattro poli attualmente attivi non sono sufficienti.















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