
19 persone la maggior parte autotrasoprtatori livornesi e campani sono state rinviate a giudizio venerdì 3 aprile dal giudice per l’udienza preliminare. Secondo gli investigatori, coordinati dal pubblico ministero Massimo Mannucci, almeno fino al 2012, gli imputati avrebbero costituito un sistema criminale attraverso il quale riuscivano a gestire un mercato parallelo e illegale legato alla vendita di migliaia di litri di carburante non tracciato.
I carichi di gasolio, kerosene, nafta e benzina venivano alterati durante i rifornimenti nel piazzale della raffineria Eni di Stagno, per poi rivendere il prodotto sottratto a compiacenti proprietari di distributori. Al centro del sistema – secondo la Procura – ci sarebbero sette persone: Walter De Federicis, 48 anni, romano e Valerio Moschin, 52, livornese, responsabili del piazzale, Gianfranco Priore, 38, dipendente della Siti.cem Maintenance service in forza nel piazzale della raffineria Eni e quattro autisti Sandro Voliani, 51, Federico Nannini, 46, Davide Di Salvo, 45, e Gianluca Casettori Cantini, 42. Nei loro confronti l’accusa è appunto quella dell’associazione per delinquere perché in qualità di autotrasportatori, scambiandosi informazioni allo scopo di evitare o eludere i controlli e di condividere la conoscenza di stazioni di servizio compiacenti, nonché alterando gli strumenti conta litri e di erogazione dei prodotti presenti nelle autobotti, si procuravano illegalmente quantitativi imprecisati di carburanti.
Secondo gli inquirenti, la cricca degli autisti avrebbe consegnato denaro o buoni benzina al responsabile del piazzale per monomettere i picchi di carico per ottenere l’erogazione di quantitativi aggiuntivi e non contabilizzati mediante l’alterazione della loro taratura. Fatto questo – sarebbe questo il sistema – il carburante sarebbe stato poi nascosti nel deposito dove avvenivano anche le operazioni di trasbordo. Sempre secondo l’accusa – gli indagati si sarebbero appropriati di prodotti petroliferi dalla reffineria Eni, e avrebbero fatto loro anche del carburante che ogni sera restava nelle autobotti dopo aver terminato il giro delle consegne. Ciò avveniva applicando un comando ad aria, capace di forzare l’apertura della valvola di carico e forzando così i sigilli metrici e introducendo corpi estranei, in tal modo riuscivano a eludere il conta litri e sottrarre altro prodotto.















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