
“Nella prossima assemblea del 30 ottobre avremo finalmente la risposta al quesito della presidenza di AIT, portando con noi i pareri legali e un po’ di consenso raccolto dagli utenti e dai comitati in giro per la toscana, che mi sento onorato in quel contesto di rappresentare” scrive Filippo Nogarin, sindaco di Livorno, dopo le polemiche suscitate dalla questione del suo arriva alla guida dell’AIT – Autorità Idrica Toscana – e continua: “la Regione Toscana, dopo essere stata interpellata in modo molto cauto, ma ben conoscendo come stanno le cose oggettivamente, se ne tira fuori e rimanda il tutto direttamente all’assemblea. Sarà un vero piacere giocarsela ancora una volta uno contro tutti, ma sempre dalla parte dei cittadini e dei comitati.”
Il sindaco ribadisce che oltre alle ben note posizioni in merito alle questioni sui rimborsi sugli investimenti, avrà di che ridire sul bilancio e inoltre chiederà conto della contaminazione da fibra di amianto nelle acque di tutta la toscana. Infatti si chiede quali e quante analisi sono state prodotte, se sono state effettuate, dove sono i risultati, se non sono state effettuate, per quale motivo non si sono fatte?
Il sindaco grillino, sostiene che “il Pd ancora una volta allontana, attraverso lo ‘Sblocca Italia’, il cittadino dal bene pubblico, e non prende minimamente in considerazione quanto fu deciso in quel 12 e 13 giugno 2011 circa la ripubblicazione del servizio idrico”. Inoltre ribadisce che sia “molto pericoloso” che i comuni vengano allontanati dalla gestione, fino “alla progressiva estromissione dalla gestione del servizio attraverso successive ricapitalizzazioni decise dai soci privati” e continua che per quest’ultimi “e’ un ottimo affare, accantonando capitali senza obbligo di investimenti in beni e infrastruttura, ottenendone un beneficio in quanto le rendite sarebbero garantite fino al 7% tramite la tariffa pagata dagli utenti”, conclude “senza che ci siano migliorie per il servizio non costringendo quindi nessuno ad investimenti di alcun tipo”.
“Nella prossima assemblea del 30 ottobre avremo finalmente la risposta al quesito della presidenza di AIT, portando con noi i pareri legali e un po’ di consenso raccolto dagli utenti e dai comitati in giro per la toscana, che mi sento onorato in quel contesto di rappresentare” scrive Filippo Nogarin, sindaco di Livorno, dopo le polemiche suscitate dalla questione del suo arriva alla guida dell’AIT – Autorità Idrica Toscana – e continua: “la Regione Toscana, dopo essere stata interpellata in modo molto cauto, ma ben conoscendo come stanno le cose oggettivamente, se ne tira fuori e rimanda il tutto direttamente all’assemblea. Sarà un vero piacere giocarsela ancora una volta uno contro tutti, ma sempre dalla parte dei cittadini e dei comitati.”
Il sindaco ribadisce che oltre alle ben note posizioni in merito alle questioni sui rimborsi sugli investimenti, avrà di che ridire sul bilancio e inoltre chiederà conto della contaminazione da fibra di amianto nelle acque di tutta la toscana. Infatti si chiede quali e quante analisi sono state prodotte, se sono state effettuate, dove sono i risultati, se non sono state effettuate, per quale motivo non si sono fatte?
Il sindaco grillino, sostiene che “il Pd ancora una volta allontana, attraverso lo ‘Sblocca Italia’, il cittadino dal bene pubblico, e non prende minimamente in considerazione quanto fu deciso in quel 12 e 13 giugno 2011 circa la ripubblicazione del servizio idrico”. Inoltre ribadisce che sia “molto pericoloso” che i comuni vengano allontanati dalla gestione, fino “alla progressiva estromissione dalla gestione del servizio attraverso successive ricapitalizzazioni decise dai soci privati” e continua che per quest’ultimi “e’ un ottimo affare, accantonando capitali senza obbligo di investimenti in beni e infrastruttura, ottenendone un beneficio in quanto le rendite sarebbero garantite fino al 7% tramite la tariffa pagata dagli utenti”, conclude “senza che ci siano migliorie per il servizio non costringendo quindi nessuno ad investimenti di alcun tipo”.
“Nella prossima assemblea del 30 ottobre avremo finalmente la risposta al quesito della presidenza di AIT, portando con noi i pareri legali e un po’ di consenso raccolto dagli utenti e dai comitati in giro per la toscana, che mi sento onorato in quel contesto di rappresentare” scrive Filippo Nogarin, sindaco di Livorno, dopo le polemiche suscitate dalla questione del suo arriva alla guida dell’AIT – Autorità Idrica Toscana – e continua: “la Regione Toscana, dopo essere stata interpellata in modo molto cauto, ma ben conoscendo come stanno le cose oggettivamente, se ne tira fuori e rimanda il tutto direttamente all’assemblea. Sarà un vero piacere giocarsela ancora una volta uno contro tutti, ma sempre dalla parte dei cittadini e dei comitati.”
Il sindaco ribadisce che oltre alle ben note posizioni in merito alle questioni sui rimborsi sugli investimenti, avrà di che ridire sul bilancio e inoltre chiederà conto della contaminazione da fibra di amianto nelle acque di tutta la toscana. Infatti si chiede quali e quante analisi sono state prodotte, se sono state effettuate, dove sono i risultati, se non sono state effettuate, per quale motivo non si sono fatte?
Il sindaco grillino, sostiene che “il Pd ancora una volta allontana, attraverso lo ‘Sblocca Italia’, il cittadino dal bene pubblico, e non prende minimamente in considerazione quanto fu deciso in quel 12 e 13 giugno 2011 circa la ripubblicazione del servizio idrico”. Inoltre ribadisce che sia “molto pericoloso” che i comuni vengano allontanati dalla gestione, fino “alla progressiva estromissione dalla gestione del servizio attraverso successive ricapitalizzazioni decise dai soci privati” e continua che per quest’ultimi “e’ un ottimo affare, accantonando capitali senza obbligo di investimenti in beni e infrastruttura, ottenendone un beneficio in quanto le rendite sarebbero garantite fino al 7% tramite la tariffa pagata dagli utenti”, conclude “senza che ci siano migliorie per il servizio non costringendo quindi nessuno ad investimenti di alcun tipo”.















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