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Rifiuti, Legambiente e Nogarin in commissione d’inchiesta

10 Gennaio 2019 Cronaca e Territorio, priority

Rifiuti, Legambiente e Nogarin in commissione d’inchiesta

Ripartono con l’audizione del presidente di Legambiente toscana Fausto Ferruzza e il sindaco di Livorno Filippo Nogarin i lavori della “commissione d’inchiesta in merito alle discariche sotto sequestro e al ciclo dei rifiuti”, presieduta da Giacomo Giannarelli (M5s). Dopo la breve pausa delle festività natalizie, i temi oggetto di approfondimento sono stati ripresi e nuovi spunti sono stati lanciati sul tavolo della commissione. Primo fra tutti la necessità di “governare l’ultimo miglio”. Tema sollevato da Ferruzza che in riferimento all’inchiesta sul traffico di rifiuti tossici nelle aziende Lonzi Metalli e RaRi, vicenda dalla quale è scaturita la commissione d’inchiesta, ha avvertito sulla necessità del controllo nell’ultima parte, “la bonifica e la sanificazione per esempio”, per evitare che la natura del rifiuto cambi e ne sia compromessa la tracciabilità. “Il tema dei rifiuti – ha detto il presidente di Legambiente toscana – è complesso e ci obbliga a sondare diverse sfumature”. “Non sono possibili risposte ideologiche quindi non si può parlare di discariche zero”, ha rilevato sottolineando anzi che a “rifiuti zero corrisponde impianti mille, cioè per stoccaggio, differenziazione e riciclo”. Lo stato della Toscana, in base ai dati 2017 raccolti dall’associazione, può essere definito critico: “Siamo stabilmente al settimo posto in Italia in tema di crimini contro l’ambiente”. Il dettaglio regionale in termini di ciclo illecito ci colloca al quarto posto con 535 infrazioni accertate. Secondo Ferruzza occorre una “normazione più severa ed efficace”, ma anche di “contrasto e conoscenza”, senza tuttavia tralasciare un tema che sembra non rientrare nella discussione delle diverse amministrazioni: i rifiuti speciali. “Rappresentano il 75 per cento del totale e il pubblico se ne deve occupare. Parlare solo del 25 per cento è superfluo”. Il presidente ha poi posto l’accento sul controllo e sulle agenzie regionale per la protezione ambientale: “Arpat e quelle delle altre regioni devono essere potenziate in termini di risorse e personale. Dobbiamo difendere la loro autonomia e terzietà perché sono un presidio della democrazia”. Sul modello di governance, sollecitato dal presidente della commissione Giannarelli, il sindaco Nogarin ha confermato le forti criticità verso gli ambiti territoriali ottimali: “Sono illegittimi e anticostituzionali”, ha detto citando l’articolo 5 e parlando di “legittimità dei territori”. Il sindaco ha poi illustrato il “modello Livorno”, in riferimento al piano di risanamento di Aamps (Azienda ambientale di pubblico servizio SpA, società in house che eroga tutti i servizi connessi alla gestione del ciclo integrato dei rifiuti e alla pulizia stradale per il Comune), e della “capacità amministrativa estremamente virtuosa, prima esperienza in Italia che detiene il 100 per cento di un’azienda partecipata” . “Ho ereditato una situazione disastrosa e, a distanza di quattro anni, posso dire che abbiamo superato il 34 per cento di soddisfazione dei creditori”. “Abbiamo – ha spiegato – applicato la differenziata spinta e siamo passati dal 43 per cento di raccolta del 2014 al 63 per cento di oggi con punte, in alcuni quartieri della città, che superano l’82 per cento”. Risultati che secondo il sindaco non si sarebbero potuti raggiungere senza la “condivisione dei cittadini” e senza “guardare ai rifiuti non come scarti ma come prodotti”. Questa visione, a detta di Nogarin, è “in netto contrasto con l’economia di scala degli Ato”. Il modello ha certamente degli “aspetti negativi che fanno comunque parte del processo di risanamento” ha rilevato. Una “rigidità” che in prospettiva  “ci permetterà di fare altro in futuro e dopo aver messo a posto i conti” ha comunque chiarito Nogarin. Il vicepresidente della commissione Francesco Gazzetti (Pd) ha criticato il modello illustrato dal sindaco e ha stigmatizzato l’assenza di “elementi di forte condivisione con la città”. Ha inoltre parlato di lavoratori di Aamps in difficoltà e che “rappresentano un fortissimo disagio”. In linea con quanto sollevato dal presidente Ferruzza, che ha criticato la riforma Delrio e lo smantellamento dell’apparato delle province – “quando si disarticola un sistema di funzioni e competenze è necessario sapere subito come sopperire a settori che restano senza presidio” –, Nogarin ha parlato di un “necessario ripensamento. Le province potrebbero essere il punto di condivisione e non di dibattito amministrativo. Un ottimo tavolo per interessi comuni che farebbe peraltro risparmiare soldi pubblici”. La verità, per il sindaco, è che “non si sa più dove si vuole andare mentre è necessario avere chiara la visione ambientale che si vuole adottare”.

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