
Si sono concluse ieri sera le indagini avviate circa cinque mesi fa dal nucleo operativo della compagnia dei carabinieri di Livorno, a seguito della rapina alla “Tupperware” (ditta livornese specializzata in recipienti da cucina). Agli arresti un pregiudicato su ordine di custodia cautelare emessa dal Gip di Livorno. Denuncia a piede libero invece nei confronti di sette persone, tra le quali due donne, tutte livornesi e tutte responsabili a vario titolo e in concorso dei reati di rapina, spaccio di droga, furto aggravato e ricettazione. Agli arresti domiciliari è finito un giovane di 25 anni con l’accusa di rapina a mano armata. Nei guai a vario titolo anche un’operaia di 44 anni finita nel registro dei pm con l’accusa di concorso in rapina, ricettazione e spaccio, un 25enne titolare di un’officina anche lui denunciato ma per ricettazione in concorso. Gli altri a finire nel mirino degli inquirenti sono ragazzi dai 26 ai 21 anni, denunciati in stato di libertà, che dovranno rispondere a vario titolo di reati come spaccio, concorso in rapina e furto aggravato. I fatti risalgono al 29 settembre 2014 quando. Due individui entrambi con volto coperto da casco da motociclista, ed uno di loro anche armato di pistola, irruppero all’interno degli uffici della ditta Tupperware, in via Salvatore Orlando. Sotto la minaccia dell’arma, i due malviventi si fecero consegnare dagli impiegati presenti ben 5 mila euro in contanti fuggendo poi a bordo di uno scooter. Le indagini avviate dai carabinieri, consentirono, nell’arco di poco tempo, di portare alla luce il quadro probatorio contro il gruppo criminale. Vennero, pertanto, identificati gli autori della rapina e altri due complici, con ruoli di “palo” e “basista”, tra i quali la mamma dello stesso giovane di 25 anni arrestato. L’attività investigativa, inoltre, ha consentito di scoprire come gli indagati fossero dediti, a traffici di sostanze stupefacenti e, soprattutto, ad una serie di furti e successiva ricettazione di ciclomotori e motocicli. In particolare, il 25enne finito ai domiciliari e i suoi complici, si sarebbero resi responsabili del furto di alcuni motocicli, anche di grossa cilindrata, successivamente ricettati e, in alcuni casi, smontati presso un’officina meccanica di Livorno grazie alla complicità del titolare.Nel corso delle perquisizioni i carabinieri hanno anche rinvenuto e sequestrato circa 50 grammi di droga, tra “cocaina”, “hashish” e “marijuana”, una confezione contenente 40 cartucce “Fiocchi” calibro 9 Flobert e 3 motocicli provento di furti.















Lascia un commento