I tagli governativi alla scuola prevedono, per il triennio 2026-2028, una riduzione di 53 milioni per la spesa corrente e quasi 570 milioni per gli investimenti, con una perdita di quasi 480 milioni specificamente per l’edilizia scolastica e la sicurezza. Tra le altre misure, si prevedono tagli all’organico e limitazioni per le nuove classi nelle scuole superiori. Queste misure, confermate da documenti del MEF, sono state criticate dai sindacati e dalle opposizioni, che le considerano dannose per il sistema scolastico.
La Regione Toscana ha deciso di congelare i sedici accorpamenti scolastici richiesti dal ministro Valditara e rimanda ogni decisione a seguito del pronunciamento maturato dal ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il piano di dimensionamento del governo Meloni.
La giunta regionale ha approvato la delibera con l’elenco degli istituti da unire come dettato da Roma, ma ne ha sospeso, con effeto immediato, l’efficacia. Una scelta obbligata, spiegano in Regione, dopo la lettera del ministero che paventava un rischio di danno erariale in caso di mancato adeguamento. «Siamo in grado di presentare i sedici accorpamenti richiesti, ma contestualmente li congeliamo, nell’attesa che siano valutati i nostri ricorsi», annuncia l’assessora alla Scuola, Alessandra Nardini, che ribadisce l’erroneità dei calcoli prodotti dal ministero: secondo la Regione Toscana, sulla base dei dati reali della popolazione scolastica, le autonomie da ridurre non dovrebbero superare quota otto. Gli accorpamenti approvati dalla giunta regionale lo scorso 27 settembre riguarderebbero quattro scuole della provincia di Lucca, tre di Massa Carrara e Pistoia più due di Firenze, Grosseto e Siena.















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