
È morto a 76 anni precipitando dal tetto del palazzo di otto piani dove abita la ex moglie: l’uomo, Vittorio Re, nonostante l’età aveva intenzione di introdursi – con una manovra molto azzardata – a casa della donna dalla quale doveva tenersi lontano per il divieto di avvicinamento emesso da giudice.
Così ha tentato di raggiungere il terrazzo, al sesto piano, calandosi dal tetto con una corda. Ma qualcosa non è andata bene, forse ha perso l’equilibrio visto che la corda è stata ritrovata intatta, e l’uomo è precipitato al suolo morendo sul colpo. Tra gli oggetti ritrovati dalla Polizia, oltre corda e moschettoni, anche una tanica di benzina e un’ascia.
L’uomo è finito nel giardino interno del condominio in via Roma, al numero civico 92. In un primo momento si è pensato ad un suicidio ma con il passare dei minuti sono emerse le ipotesi, ed è stata ricostruita la dinamica dell’incidente. Ad intervenire sul luogo i Vigili del Fuoco e la Svs. Il medico dell’ambulanza, non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo.
Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe voluto appiccare il fuoco nell’appartamento. A dare credito a questa ipotesi c’è un precedente: nel febbraio del 2014 l’uomo avrebbe tentato di dar fuoco all’auto della donna che lo aveva denunciato per stalking. Lo scorso anno Vittorio Re era stato condannato in primo grado dal tribunale di Livorno a tre anni di reclusione per maltrattamenti e lesioni nei confronti della moglie, mentre era stato assolto dall’altro capo d’imputazione quello di violenza sessuale. Vittorio Re, molto conosciuto perché per anni aveva gestito un’officina meccanica in Venezia, non aveva smesso di cercare la ex. La donna solo qualche mese fa aveva nuovamente esposto denuncia nei confronti dell’uomo, per stalking.















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