
Trecento fedeli in rivolta a San Simone contro il trasferimento del parroco, messa interrotta, offese a monsignor Giusti. Lo sfogo del prete trasferito: “Il vescovo mi ha fatto firmare dimissioni post datate ricattandomi”.
Non c’era un posto libero sulle panche della chiesa di San Simone per la messa di questo sabato sera, cosi’ tanti fedeli non si erano mai visti nella chiesa di Ardenza. In trecento, aspettavano che il vescovo mons.Simone Giusti presentasse ufficialmente il nuovo parroco don Valerio, attuale vice parroco di San Jacopo e annunciasse il trasferimento del parroco don Carlo Certosino a Santa Caterina. Il vescovo però non si è presentato e al suo posto ha mandato il vicario, don Ivano Costa.
Un’assenza che non è stata gradita dai fedeli di Ardenza, che poco prima che terminasse la messa, nel momento in cui il vicario ha dato lettura del decreto di trasferimento, hanno inscenato una protesta clamorosa, interrompendo la celebrazione per dieci minuti, durante i quali è successo di tutto. Verso il vescovo sono volate parole pesanti come «buffone» e «coniglio», poi tutta la chiesa si è alzata in piedi e si è unita in un applauso dedicato a don Carlo durato più di cinque minuti.
Il vicario generale ha provato a difendersi e a spiegare che il decreto ormai è stato firmato. «Ma non è così – accuserà in serata don Carlo Certosino -. Il vescovo se vuole, può anche annullarlo, quel decreto». Mentre in sacrestia l’assedio a don Ivano proseguiva, altri fedeli all’interno della chiesa si organizzavano per mettere in piedi nuove forme di protesta contro il trasferimento: un presidio sotto la diocesi, una raccolta di firme, richieste di incontro con monsignor Giusti.
I toni si sono placati dopo una mezzora abbondante. Intorno alle 19.30 il vicario generale del vescovo, accompagnato da un seminarista è riuscito a lasciare San Simone, «uscendo da una porta secondaria visibilmente provato».















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