«La decisione della Regione Toscana di escludere interventi esterni dal Consiglio regionale in occasione della commemorazione del Giorno del Ricordo, arrivando di fatto a censurare Italo Bocchino e altre voci, è una scelta grave, ideologica e profondamente offensiva – si legge in una nota a firma on. Susanna Ceccardi (Lega) -.»
«Il Giorno del Ricordo non è proprietà di una maggioranza politica – prosegue la nota – è una ricorrenza nazionale che serve a ricordare una tragedia troppo a lungo taciuta. Depotenziarla e trasformarla in un rito chiuso e autoreferenziale significa innanzitutto mancare di rispetto alle vittime delle Foibe e all’esodo degli italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia».
«Ancora una volta la sinistra toscana – conclude la nota – dimostra di non saper fare i conti con una pagina di storia che non rientra nella propria narrazione ideologica. Ma la memoria non si silenzia e non si censura.»
Sulla vicenda interviene anche l’onorevole Francesco Michelotti (FdI)
“La vicenda della censura a Italo Bocchino – si legge in un comunicato a firma del deputato e coordinatore regionale toscano di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti – violentemente estromesso dalla cerimonia del Giorno del Ricordo, dopo che le caratteristiche di quella giornata erano state deliberate dall’Ufficio di Presidenza, è una delle pagine più sgradevoli e preoccupanti degli ultimi anni. Tutti i complici di un determinato pensiero, si dovrebbero vergognare, perché hanno così innescato una deriva antidemocratica”.
“La Toscana, Il presidente della Regione Eugenio Giani e il presidente del Consiglio Stefania Saccardi – prosegue il comunicato – sono evidentemente ormai divenuti ostaggio degli estremisti, mentre ancora una volta l’Anpi fa propria la licenza di decidere chi può parlare e chi non può farlo. Sul dramma delle foibe e degli esuli giuliano dalmati, non rinunceremo mai a raccontare la verità e a rendere onore ai nostri connazionali barbaramente uccisi dai partigiani comunisti titini. A Italo Bocchino va la solidarietà di Fratelli d’Italia Toscana, partito nel quale nessuno ha mai neppure immaginato di censurare chi la pensa diversamente”.
“La Regione Toscana ha imboccato una deriva estremista – cnclude la nota – ma la storia e l’identità sono più forti delle censure e della prepotenza comunista”















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