Livorno, 6 Marzo 2026 – Livorno si riappropria di un importante tassello della sua memoria storica: le chiavi dell’edificio dell’orologio, situato in piazza Luigi Orlando a Porta a Mare, sono state ufficialmente consegnate dal Comune a Istoreco (Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea nella Provincia di Livorno). L’antica struttura, completamente restaurata, sarà gestita dall’Istituto per i prossimi nove anni, diventando la sede del suo prezioso archivio e delle sue attività.
L’edificio, che in passato fungeva da porta d’accesso al Cantiere Orlando, è stato restaurato da Igd (Immobiliare Grande Distribuzione) e dalla Società Porta a Mare, per poi essere trasferito al Comune nel 2023 nell’ambito di una convenzione urbanistica. La scelta di affidarlo a Istoreco si inserisce nella volontà dell’Amministrazione Comunale di valorizzare il patrimonio culturale e l’identità storica e sociale della città, ispirandosi ai valori di pace, libertà e pluralismo che provengono dalle tradizioni cittadine, dai valori della Resistenza e dai principi della Costituzione repubblicana.
Il sindaco Luca Salvetti ha fatto gli onori di casa, consegnando le chiavi al presidente di Istoreco Claudio Massimo Seriacopi. Presenti all’evento anche la vicepresidente Lilia Benini, la direttrice Catia Sonetti, la responsabile didattica Laura Fedi di Istoreco, il presidente del Consiglio Comunale Pietro Caruso, Paola Licheri vicepresidente Arci Territoriale, Gianfranco Giachetti presidente della Comunità Ebraica, Nives Romano del gruppo Igd, Ilaria Chirici in rappresentanza del Provveditorato e Gino Niccolai presidente provinciale dell’Anpi.
Ospiti speciali della cerimonia sono stati gli alunni delle classi terza C e H della scuola secondaria di Primo Grado “Gianni Rodari” di Scandicci. I giovani studenti hanno presentato una “Performance di memoria”, un toccante intervento corale dedicato alla vita di Rebecca Corinna Mieli, cittadina livornese ebrea deportata ad Auschwitz nel maggio del 1944. Hanno accompagnato gli studenti la sindaca di Scandicci Claudia Sereni, il presidente del Consiglio Comunale Gianni Borgi e le professoresse della scuola Rodari.
Il patrimonio archivistico conservato da Istoreco rappresenta uno dei complessi documentari più rilevanti del territorio livornese per lo studio della storia politica, sociale e culturale del Novecento e dei primi decenni del XXI secolo. Comprende fondi cartacei di partiti, personalità politiche e civili, e doni archivistici, per un totale di circa 600 unità di conservazione, oltre a collezioni di manifesti e unità epistolari. L’archivio fa parte della Rete degli Archivi della Provincia di Livorno, di cui il Comune di Livorno è capofila.
La convenzione prevede che la manutenzione ordinaria dell’immobile, la custodia e il pagamento delle utenze saranno a carico di Istoreco, mentre all’Amministrazione Comunale spetterà la manutenzione straordinaria.
Il Sindaco Luca Salvetti ha commentato: “Questo è un luogo simbolo. Qui c’era il cantiere che dava lavoro a molti cittadini livornesi e garantiva produzioni importanti alla città. Dopo un’evoluzione che ha visto la trasformazione di questa parte della città, abbiamo voluto mantenere un riferimento storico rappresentato dall’edificio dell’orologio. È stato recuperato, ristrutturato e rifunzionalizzato. Abbiamo pensato di metterlo a disposizione di un altro soggetto istituzionale, Istoreco, che svolge un lavoro preziosissimo legato alla memoria, all’antifascismo e al movimento operaio.”
Claudio Massimo Seriacopi, Presidente di Istoreco, ha aggiunto: “Istoreco fu costituito il 30 settembre del 2008 e quest’anno diventa maggiorenne! Finalmente abbiamo una sede che auspichiamo sia definitiva, visto che negli anni ne abbiamo cambiate cinque. La nuova sede avrà due location: questa a Porta a Mare dove ci sarà l’archivio e via Galilei al complesso della Gherardesca di proprietà della Provincia dove è già allestita la biblioteca. Per Istoreco, in questo particolare momento storico, questa assegnazione rappresenta un punto di partenza per avere la possibilità di farci conoscere di più, ma anche per divulgare cultura. Vogliamo alimentare una conoscenza storica precisa e certa, suffragata da documenti evitando il rischio che ognuno si coltivi la sua personale memoria. Troppi narrano gli eventi del passato a seconda del proprio tornaconto politico.”















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