Livorno, 6 Marzo 2026 –Lunedì 9 marzo sarà una giornata di mobilitazione e protesta a livello nazionale per i diritti delle donne, indetta dalla FLC-CGIL e dalla FILCAMS-CGIL. Anche a Livorno sono previste iniziative, con un volantinaggio davanti alle scuole e un’assemblea pubblica per discutere i temi dello sciopero.
Dalle 7:40 alle 8:30, i rappresentanti dei sindacati effettueranno un volantinaggio davanti alle scuole superiori di via Galilei, mentre dalle 10:00 alle 12:00 si terrà un’assemblea pubblica presso la sede CGIL di via G. Ciardi 8, aperta a tutti gli interessati.
Le ragioni dello sciopero sono state illustrate questa mattina in una conferenza stampa tenutasi a Livorno, alla quale hanno partecipato Fabrizia Brogi (segretaria generale Filcams-Cgil Livorno), Antonella Di Giambattista (segreteria Cgil Livorno) e Filippo Bellandi (segreteria Cgil Livorno).
Di fronte al riemergere di una cultura maschilista e patriarcale, che si manifesta in violenza, discriminazioni e disuguaglianze, FLC-CGIL e FILCAMS-CGIL intendono riaffermare con forza i diritti delle donne, ponendo l’accento sull’autodeterminazione, sulla parità di genere e sul diritto a un lavoro dignitoso e di qualità.
In Italia, le donne continuano a subire penalizzazioni nel mondo del lavoro: salari inferiori, maggiore precarietà, un’alta incidenza di part-time spesso involontario e una forte concentrazione in settori a bassa retribuzione. Si evidenzia inoltre come il lavoro di cura, spesso invisibile e non retribuito, ricada prevalentemente sulle donne, alimentando ulteriormente le disuguaglianze sociali e lavorative.
Una particolare preoccupazione emerge dalle attuali scelte politiche del Governo, ritenute capaci di indebolire ulteriormente i diritti e le tutele delle donne. Destano forte allarme le proposte di modifica alla normativa sulla violenza sessuale, che potrebbero mettere in discussione il principio del consenso libero e attuale, con il rischio di spostare la responsabilità sulla vittima.
Segnali negativi si registrano anche sul fronte delle politiche di pari opportunità: dal progressivo indebolimento del ruolo delle Consigliere di Parità, figure cruciali per contrastare le discriminazioni nei luoghi di lavoro, alla mancata decisione di rafforzare realmente il congedo parentale paritario, uno strumento fondamentale per promuovere una reale condivisione del lavoro di cura tra madri e padri.
Per queste ragioni, FLC-CGIL e FILCAMS-CGIL sostengono lo sciopero delle donne dell’8 marzo, estendendolo al 9 come astensione non solo dal lavoro retribuito, ma anche da tutto quel lavoro invisibile e quotidiano – la cura della casa, dei figli, degli anziani e delle persone fragili – che sostiene la società e che ricade in larga parte sulle donne.















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