Livorno, 10 febbraio 2026 – La presidente della Provincia di Livorno, Sandra Scarpellini, interviene con forza sulla recente revisione dei comuni classificati come montani da parte del governo.
“Il governo ha drasticamente ridotto il numero dei comuni riconosciuti come ‘montani’. Si tratta di un provvedimento su cui ritengo importante riflettere: un errore che va corretto”, afferma Scarpellini.
Secondo la presidente, i nuovi criteri si concentrano solo su altitudine e pendenza, trascurando altre caratteristiche delle aree interne fondamentali per valutare la loro fragilità. In Toscana, restano montani 113 comuni su 149: un numero superiore a quello previsto inizialmente, ma comunque trentasei in meno rispetto al passato. In Provincia di Livorno, scompaiono dall’elenco Sassetta, Suvereto, Capraia Isola e sei comuni elbani, mentre alcuni capoluoghi di provincia restano inclusi.
“Questi piccoli comuni possedevano caratteristiche geografiche e socioeconomiche che li rendevano idonei a beneficiare di incentivi per medici, insegnanti, giovani imprese e agricoltura, essenziali per la loro sopravvivenza. L’impoverimento demografico del nostro territorio provoca effetti drammatici, specialmente nei comuni piccoli, interni o insulari, che rischiano di svuotarsi di residenti e diventare solo mete turistiche”, sottolinea Scarpellini.
La presidente ricorda le conseguenze concrete della riduzione della classificazione: chiusura o accorpamento di scuole, difficoltà a garantire presidi di sicurezza, carenza di servizi sanitari e sociali. “Si basano su meri standard numerici stabiliti da leggi nazionali, ignorando la capacità di governo locale e l’impegno quotidiano delle amministrazioni competenti, che si sforzano di mantenere servizi essenziali”.
Scarpellini evidenzia inoltre la mancanza di trasferimenti statali mirati a sostegno delle famiglie, degli affitti o delle utenze, con una situazione ancora più critica per i comuni montani esclusi dall’elenco.
“È doveroso spiegare ai cittadini le condizioni generali che rendono sempre più difficile mantenere i servizi, raccontando i meccanismi dall’inizio, non solo quando i problemi si manifestano. Nei prossimi giorni voglio capire perché Anci e UPI nazionale abbiano sottoscritto questo accordo al ribasso con il governo. Come Province Toscane abbiamo più volte espresso il nostro dissenso e continueremo a farlo”, conclude la presidente.















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