Era gravemente malato. Il giorno prima di morire, aveva ottenuto i domiciliari dopo una lunga battaglia giudiziaria.
Detenuto di 55 anni muore in carcere alle Sughere. Di origine barese, Angelo Giannini, da oltre 2 anni e mezzo era stato condannato in primo grado a dieci anni e otto mesi di reclusione per reati associativi di tipo mafioso. Da tempo era gravemente ammalato, il 5 novembre, il giorno prima di morire, aveva ottenuto i domiciliari dalla Corte d’appello di Bari dopo una lunga battaglia giudiziaria.
Il provvedimento di concessione dei domiciliari era stato rilasciato a causa delle gravissime patologie croniche da cui l’uomo era affetto, tra cui una cardiopatia ischemica postinfartuale e una pregressa embolia polmonare.
Angelo Giannini venne arrestato nel marzo del 2024 nell’ambito dell’operazione “Codice Interno” che intercettò un presunto intreccio tra mafia, politica e affari a Bari. I suoi consulenti medico-legali e il suo difensore denunciarono subito, con diverse istanze di scarcerazione, il progressivo aggravarsi delle condizioni di salute ritenute incompatibili con la detenzione. La magistratura livornese adesso è chiamata a compiere tutti gli accertamenti del caso per definire le circostanze del decesso.
















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